Il mercato dell’usato vale 18 miliardi di euro. Ecco come guadagnare

Il mercato dell’usato vale 18 miliardi di euro. Ecco come guadagnare

4 Aprile 2019 0 Di admin

Sempre più italiani vendono e acquistano oggetti di seconda mano: il 44% lo ha fatto per un volume di affari di 18 miliardi di euro (dati ricerca Doxa in collaborazione con Subito.it).

Il fenomeno dell’usato è in continua crescita: è alla moda (il genere vintage è un evergreen), è sostenibile per l’ambiente. E soprattutto fa risparmiare.

Come vendere? Si può iniziare con i mercatini dell’usato. Ce ne sono in tutta Italia. Per scoprire quali sono e a chi rivolgersi, ci sono siti che offrono molte info sull’argomento: Mercatini d’ItaliaMercatino usato Mercatopoli sono alcuni dei più affidabili: trovi news sui mercatini, dove si svolgono e come farne parte.
Ma non solo. Se vuoi vendere senza muoverti da casa, trovi online siti dove puoi farlo. Il più celebre è eBay: fai un’asta, fissi un prezzo e aspetti l’offerta dell’acquirente. L’inserzione è gratuita: resta su Internet da tre a trenta giorni. Il sito trattiene una commissione del 9%. Subito.it mette solo in contatto le persone che vendono e comprano, ma le transazioni non vengono fatte online ma di persona tra compratore e acquirente. Qui qualche consiglio del sito su come inserire un annuncio (http://www.subito.it/info/regole.htm).

Cosa vendere? Sono tre le categorie che vanno per la maggiore:

1. Elettronica. Tanti i giovani appassionati di tecnologia che cercano sul Web prodotti a un costo inferiore a quello dei negozi tradizionali. Ma cresce il numero di persone che acquistano per realizzare nuovi oggetti da materiali di scarto.
2. Arredamento e oggetti per la casa. Mercato rivolto soprattutto alle donne che vogliono risparmiare, nostalgiche degli oggetti di una volta, con una sensibilità verso i temi della sostenibilità.
3. Abbigliamento. Ancora donne protagoniste, che non rinunciano a un vestito di marca a un prezzo stracciato, ma anche ad accessori (borse, gioielli).

Quale la burocrazia? Secondo il quadro normativo vigente si possono vendere oggetti personali (acquistati cioè per utilizzo personale o familiare) senza adempiere ad alcuna formalità, sia online che offline. Se però i beni venduti non sono personali, si entra in un’attività economica che può essere esercitata in via occasionale o continuativa. E chi la esercita dovrà dichiarare i redditi che percepisce. Se l’attività è svolta in via occasionali, basta emettere una ricevuta e si può fare senza avere partita Iva. In caso contrario, i guadagni sono da considerare come reddito d’impresa e quindi è necessaria aprirne una.