Guadagnare da casa (col web)

Guadagnare da casa (col web)

4 Aprile 2019 0 Di admin

Le opportunità non sono mai state così grandi grazie a Internet. Ma anche le bufale. Tutto quello che occorre sapere per cambiare vita e lavoro. A patto di…

Lavorare da casa, guadagnando? La buona notizia è che si può fare. E questa chance tocca molte più persone di quante immaginiamo. Non solo giornalisti, grafici, traduttori e insegnanti. I vantaggi, per i lavoratori e per le aziende, sono enormi. E Internet è la killer application che può consentire a milioni di persone di cambiare completamente stile di vita. Basta un computer da poche centinaia di euro e un collegamento a Internet per avere una clientela potenziale quasi illimitata e poter condurre la vita che si è sempre desiderata. Quello che conta sul Web sono le stesse tre C alla base del vero giornalismo: competenza, credibilità, creatività. Chi sa mettersi in discussione e poi impara a sfruttare il mezzo può farcela. La cattiva notizia arriva invece per coloro che vorrebbero lavorare da casa, ma senza staccare il cordone ombelicale col “posto fisso” e lo stipendio garantito. In questo caso le possibilità di realizzare questo obiettivo sono simili a quelle di Cassano di disputare i mondiali in Sud Africa. E nonostante una ricerca del Global Workplace Innovation riveli che fra 20 anni le imprese saranno simili ad alberghi: gente che va, gente che resta a casa. Con un sicuro aumento della precarietà ma anche con l’offerta di una migliore qualità del lavoro da parte delle aziende verso i collaboratori più validi.

Il telelavoro stenta a decollare

Intanto, soprattutto in Italia le imprese che offrono la possibilità di “telelavorare” sono pochissime: la maggior parte delle nostre corporation vuole ancora “tenere al guinzaglio” i dipendenti. E c’è da dire che la normativa sul lavoro non certo aiuta o incentiva le aziende a proporre contratti di telelavoro.

Ma qualcosa si muove. Ibm, Telecom Italia, Comune di Roma stanno avviando sperimentazioni. Una delle aziende più sensibili al tema è l’Inps, che fa telelavorare oltre 100 ispettori: il loro ufficio sta tutto in una valigetta. Ma parliamo di numeri microscopici. Percentuali più basse per i Paesi mediterranei fra cui, appunto, il nostro. Ma perché il telelavoro fa fatica ad affermarsi? Manca ancora la mentalità, sia da parte delle aziende sia dei lavoratori. Le prime restano ancorate a un vecchio modello gerarchico-burocratico, che impone un controllo più sulla presenza fisica che sulle performance. E questo andando anche contro i propri interessi economici. British Telecom, in 10 anni di telelavoro, ha risparmiato ben 300 milioni di euro di sole spese per gli immobili.

I lavoratori, dal canto loro, vorrebbero avere gli stessi privilegi dei dipendenti (stipendio a fine mese, ferie pagate, assicurazione malattia…) a fronte della libertà di lavorare dove e quando vogliono.

Vantaggi enormi per entrambe le parti

«Meno stress, traffico, inquinamento, malattie professionali, assenteismo. Grandi risparmi di denaro per tutti: spese di trasporto ridotte all’osso, sedi più piccole ed economiche, niente sprechi e massima efficienza. E ancora: un incremento della produttività compreso fra 20 e 45%» assicura Francesco Di Nisio, esperto di organizzazione e relazioni sociali e autore di Telelavoro. Uno strumento a tutela della vita (FrancoAngeli, sopra la copertina).

«È sempre necessario che si incontrino due volontà: quella del lavoratore e quella del datore di lavoro. Non sono infrequenti i casi di persone che si licenziano e scelgono di proseguire la collaborazione in qualità di consulenti. Si tratta di un “accomodamento” che non risulta ufficialmente e che non implica grosse tutele. È un peccato che il telelavoro sia così poco diffuso, anche considerato il numero di vite che è in grado di migliorare, se non addirittura di salvare, pensiamo al tragitto spesso killer fra casa e ufficio» osserva Francesco Di Nisio. Ma nonostante gli innegabili vantaggi, questa modalità stenta a decollare. Esiste un accordo quadro europeo, ma sarebbe necessario che venisse promulgata un legge a livello di Paese.

L’alternativa al telelavoro?

«è l’autoimprenditorialità, la scelta di mollare il posto fisso per mettersi in proprio, lavorando da casa e tirando fuori i propri sogni da quello che io chiamo “il garage delle passioni”». Giampaolo Colletti (foto a sinistra), 30 anni, a 23 aveva già il posto fisso in una grande azienda di Milano. Oggi è in Romagna a seguire la realtà delle micro web tv. L’8 gennaio ha messo on line il sito www.wwworkers.it, sottotitolo: la nuova generazione tutta italiana che lascia il posto fisso per crearsi un lavoro in Rete (e ci sopravvive). «Internet agevola le scelte di indipendenza, anche se non è necessario essere degli “smanettoni”. Il mio obiettivo è mappare questa realtà, raccontare la via italiana al “lavoro da casa”, mettere insieme le storie e le strategie più significative». C’è la manager che ha mollato l’azienda per creare un “club delle mamme” o il ragazzo che ha scelto di offrire un servizio di dog sitting on line, o i pastori sardi che hanno aperto una web tv. I guadagni? In genere non altissimi, ma c’è chi porta a casa anche 2.000-2.500 euro al mese.

«Sono una giornalista e scrivo da casa per il Web (www.mipiacesettembre.it e http://bottaerisposta.wordpress.com) . La mia giornata è un gioco a incastri, fra il lavoro e la gestione della famiglia» spiega Alessandra Versienti, 37 anni (foto a destra). «Posso adattare i tempi alle mie esigenze e seguire da vicino mia figlia Maria Sole, tre anni. A questi vantaggi si aggiungono la diminuzione dei tempi morti e di spese extra e una migliore qualità della vita. Quando, nel 2003, ho comunicato al direttore del magazine on line su cui scrivevo che mi sarei trasferita da Milano a Genova per seguire mio marito, ero convinta di essere al capolinea con loro. Invece mi è stato proposto di scrivere da casa, con riunioni di redazione periodiche a Milano. Ma poi la collaborazione si è conclusa e mi sono data da fare per trovare altri committenti».

Il potere del Web, ma occhio alla “fuffa”

Ma che cosa rende possibile, oggi, il lavoro a distanza? «La tecnologia è un grande aiuto. Con la mia redazione io sono sempre in contatto via e-mail e via Skype» prosegue Versienti. Ma il Web non si limita a essere uno strumento per svolgere in modo innovativo il proprio lavoro tradizionale. È anche un’arena competitiva e uno “spazio” in cui gli annunci che promettono lavoro da casa e opportunità di guadagno sono numerosissimi. Ora più che mai. Del resto, Internet rappresenta la libertà di raggiungere un pubblico pressoché infinito. Ma attenzione, occorre essere molto preparati.

Diffidate di chi vi propone ricchezza

A dar retta a certi annunci “faciloni”, diventare ricchi sembrerebbe semplicissimo. Ma in che modo distinguere le aziende serie da quelle truffaldine? Spiega Carlo D’Angiò, ex consulente del lavoro e ideatore di www.lavoro-casa.com (vedi pag 42): «Usando Internet stessa. Basta andare su Google e digitare la chiave di ricerca. In meno di un minuto possiamo avere una tale quantità di informazioni che nemmeno la Camera di commercio o un’agenzia investigativa sono in grado di offrirci. D’obbligo, poi, fare attenzione a elementi fondamentali quali: l’anzianità del sito, i metodi di pagamento accettati, i pareri degli altri internauti…». Ma quali sono i metodi per guadagnare grazie a Internet? Importante crearsi una specializzazione. Un elemento vincente consiste nello scegliere un argomento per cui si prova una reale passione. Conta poi l’audacia di provare a percorrere strade non convenzionali. Ma attenzione: la Rete è un grande alleato del fare business, ma bisogna essere capaci, intraprendenti, con competenze radicate, carattere forte e idee chiare. Diffidare delle tante offerte che promettono «soldi subito, senza lavorare», «un corso di mezza giornata e conquisti l’indipendenza», «1.000 euro in 60 minuti»… Non aspettarsi soluzioni miracolose o redditi straordinari grazie alla compilazione di sondaggi o al confezionamento di gadget o bijou. Paradossalmente sono in numero maggiore coloro che insegnano agli altri come guadagnare (con corsi, guide, siti dedicati, e-book) rispetto a coloro che ci riescono veramente. La vera miniera per molti “info-marketer” (coloro che vendono sul Web prodotti o servizi digitali) sembra vendere badili e picconi (ovvero spiegare agli altri come si fa) piuttosto che estrarre l’oro dalla miniera. Alimentando il legittimo sospetto che ci sia molta “fuffa” in giro, alimentata da rimpalli di blog e siti amici, mailing continui, testimonianze fasulle, sistemi di affiliazione multilivello. Se perciò volete trovare la vostra strada sul Web, non fidatevi del primo guru. Documentatevi, documentatevi, documentatevi. E osservate attentamente (magari anche su siti web stranieri) come nel settore dove vorreste lavorare si propongono i numeri uno. Lavorare (e guadagnare) da casa non è una mission impossibile. Certo nessuno vi invierà soldi sul vostro conto corrente o vi pagherà se non possedete qualche abilità particolare. Individuatela, lavorateci e proponetevi. Perché nell’era del Web è importante certo il savoir faire ma ancora di più il faire savoir. Vendere e vendersi bene è tanto importante quanto essere competenti.

il futuro del lavoro

Lavorare meno, ma sempre e ovunque. Nel suo The future of work (non ancora tradotto in italiano) il giornalista Richard Donkin afferma: «L’orario settimanale può scendere anche a 30 ore, in cambio di maggiore disponibilità nel weekend. Se già non smettiamo di vivere quando andiamo al lavoro, possiamo non smettere di lavorare quando siamo a casa». Il rischio di commistione è alto, ma la flessibilità sembra il valore più ambito. Una recente ricerca condotta da Valore D e McKinsey dimostra come la stragrande maggioranza dei lavoratori, uomini e donne, sia interessata a programmi di flessibilità, mentre solo il 19% delle donne e il 4% degli uomini faccia ricorso al part time. Non solo, il 60% di chi ricorre a misure flessibili ottiene una promozione entro cinque anni. «Di certo, lavorare da casa aiuta a presidiare meglio alcune aree della propria vita privata. Ma occorre sapersi dare una regola, per evitare di lavorare sempre. E prevedere delle occasioni di scambio e socialità. Impossibile pensare di prescindere dall’aspetto umano. Bisogna trovare occasioni per annaffiare la pianta» illustra Franco Marzo, consulente strategico e di organizzazione (www.smartmanagement.it).

5 segreti di una top manager da casa

  1. tecnologia. «È essenziale attrezzarsi al meglio per poter lavorare da casa. Ci vuole tutta la strumentazione tecnologica: un buon computer, una linea adsl efficiente, webcam e microfono, i software più aggiornati per videoconferenze e meeting a distanza. Personalmente, grazie a MacBook e iPhone, sono costantemente in contatto con i collaboratori, non solo via e-mail, ma anche attraverso riunioni in videoconferenza».
  2. passione. «Il mio consiglio è di svolgere sempre un lavoro per il quale si prova passione. Io l’ho fatto con i libri: amo la lettura e quindi ho inseguito il mio sogno di creare e dirigere una casa editrice».
  3. tutti part time. «La famiglia e i figli per me sono sempre al primo posto. Per questo abbiamo deciso che nella nostra azienda tutti lavorassero part time: la qualità della vita è migliorata molto».
  4. delega. «Un elemento fondamentale dei lavori imprenditoriali è la delega. I miei collaboratori si sono responsabilizzati con ottimi risultati e straordinarie performance sul lavoro».
  5. famiglia. «Ho vissuto mia figlia come una forte motivazione per riorganizzare ancora meglio il mio lavoro. Posso portarla con me in ufficio o fare le riunioni direttamente a casa, oltre che a distanza. Infine avere un marito accanto che ti sostiene ogni giorno è fondamentale sia per la motivazione sia per l’aiuto quotidiano con i figli».

Storia 1

«così ho guadagnato 100mila euro con un blog»

Si chiama blogging avanzato, è un modello di business ideato da Carlo D’Angiò, con il sito Lavoro-Casa.com. «Il blog è il mezzo più rapido ed economico per diffondere informazioni e costruire una community»

Storia 2

Per musicisti indipendenti

Giuseppe Grancagnolo, 30 anni, esperto di musica, Bologna

«Sono un ex agente di commercio, appassionato di Internet e musicista e in contatto con molte persone che cercano la loro strada nel mondo della discografia. Mettendo insieme le mie competenze di marketing, musica e Internet ho realizzato un e-book che si intitola Come diventare un musicista indipendente on line con il nuovo modello discografico digitale, che ha venduto 200 copie (al prezzo di 49 euro). Visto il successo, ho deciso di creare un corso mensile anche video, che si può seguire on line al prezzo di 39-49 euro al mese. Internet mi sta premiando e questa rappresenta la mia attività principale».

INFO: www.modellodiscograficodigitale.com

Storia 3

Tutto sulle multe, consulenza compresa

Salvatore Iozzo,

36 anni, avvocato, Caserta

«Sono un avvocato e cercavo il modo di usare la Rete per ampliare il numero di clienti e superare i limiti territoriali. Facendo delle ricerche su Internet ho trovato una delle nicchie che mi sembrava più promettente: quella delle sanzioni amministrative. Così, nel settembre 2008, ho creato un blog informativo rivolto ai cittadini e scritto con un linguaggio semplice e alla portata di tutti. L’investimento, è di circa 200 euro all’anno, ma a pesare è il tempo dedicato alla documentazione e alla lettura di libri. Qualche mese dopo, visto l’interesse suscitato, ho aggiunto dei contenuti a pagamento: articoli più specifici, modelli di ricorso già compilati, consulenze ad hoc. Ho scritto anche un e-book specifico di cui ho venduto 30 copie a 80 euro (comprensive di consulenza e aggiornamenti). Attualmente ho una sessantina di clienti all’anno. La soddisfazione è scoprire che ho guadagnato anche quando ero in vacanza!». INFO: www.multe-ingiuste.com

Storia 4

«Leggere, che business»

Andrea Marrone, 53 anni,  autore di recensioni, La Spezia

«Anche grazie a Internet ho trasformato la mia passione per la lettura in un lavoro. Collaboro con alcune testate di cui curo la pagina delle recensioni, poi aggiorno costantemente il mio sito. Tengo rapporti con le case editrici, chiedo e ricevo i testi, li leggo e faccio una relazione, scansiono la copertina. Lavorare da casa è stato per me un grande punto di arrivo: ci sono riuscito anche grazie al basso costo della tecnologia. Amo quello che faccio e quindi non distinguo tra tempo del lavoro e tempo dello svago».

INFO: www.andreamarrone.com

Storia 5

«Disegno scimmiette che vendo in tutto il mondo»

Raphael Di Terlizzi, di Bitonto (Ba), ha 29 anni e studi da perito elettrotecnico alle spalle. «Il disegno è sempre stata la mia passione. Ho anche seguito un corso professionale. E coltivato questo mio hobby negli anni» spiega lui. «Così, dopo aver lavorato come tecnico, la svolta: sono diventato graphic designer in un’azienda in cui sono rimasto quattro anni. Ma anche quel lavoro era troppo “meccanico” per me. Così mi sono fermato un attimo e mi sono domandato che cosa volessi fare davvero» continua. Oggi Raphael è art director di una rivista di moda («Ruolo che svolgo tranquillamente a distanza»), ma soprattutto ha inventato dei personaggi, le ciwì, che oggi sono vendute ovunque. «Le ciwì sono le scimmiette che vedevo allo zoo di Fasano e che poi, col tempo, ho imparato a disegnare e a far vivere su carta. Rappresentano la parte più intima e positiva di ognuno di noi». Oggi realizza delle tavole che hanno stregato anche clienti stranieri (l’ultima l’ha venduta in America a 600 dollari). «Guadagno anche tremila euro al mese, in totale. Ma, soprattutto, sto bene nel fare quello che faccio».

Info: www.monkeydesign.it

l’ABC del web infopreneur

Marco De Veglia, 48 anni, 317 libri di marketing in biblioteca e 20 anni di esperienza sul campo, ci spiega le chance per lavorare on line

Ha lavorato come venditore di Pc, programmatore, consulente, copywriter, strategic planner. Ma prima di tutto Marco De Veglia è un copywriter. Una di quelle persone bravissime a scrivere lettere di vendita che possono convincervi con una e-mail o con una landing page (così si chiamano nel Web le pagine di “atterraggio” che vi descrivono un servizio o un corso di cui vi verrà proposta l’iscrizione) a diventare esperti di immobili italiani da rilevare alle aste fallimentari oppure in valute estere oppure in origami giapponesi. Ma il mondo del web business e dei “redditi automatici” lo conosce bene tanto da aver creato anche un sito (Internet Money Italia) dove spiega le tecniche per guadagnare on line e propone i suoi servizi. «Dal 2001 mi sono messo a studiare il mondo “underground” dei guadagni on line – spiega De Veglia. Finché nel 2004 non ho fatto un primo tentativo: in due mesi ho creato un sito che mi rendeva, in modo automatico, l’equivalente di un buono stipendio. Negli ultimi due anni c’è stata un’esplosione di Internet, e nonostante l’Italia resti comunque indietro, sono molte le opportunità di lavorare con il Web da casa». Ecco le chance secondo De Veglia.

ADSENSE E AFFILIAZIONI: «Si tratta di link che ospitiamo sul nostro sito e, se cliccati, ci portano guadagno. Una modalità è Adsense, cioè gli annunci pubblicitari di Google: quando qualcuno clicca, noi prendiamo una percentuale del costo di un clic. In alternativa, si diventa “agenti di commercio on line” e si promuovono prodotti e servizi di terzi, tramite link codificati. Si tratta di business per comunicatori (e che dispongono di buone mailing list o siti web molto trafficati), perché il requisito fondamentale è saper scrivere contenuti, articoli, report, guide, recensioni.

«Si può ragionare nell’ordine di qualche centinaia di euro a sito oppure di parecchie migliaia, grazie al sistema delle affiliazioni. E poi si possono avere decine di siti, in mercati diversi e moltiplicare i guadagni in modo considerevole».

DROPSHIPPING: «La vendita di prodotti on line, ma senza averli in magazzino e senza spedirli. Le persone pensano di comprare sul tuo sito, ma in realtà sei solo un’interfaccia e prendi una commissione».

«Chi sa fare bene il lavoro di web marketing può raggiungere guadagni interessanti».

E-COMMERCE: «Dal punto di vista potenziale è il settore che offre le maggiori possibilità di guadagno ma bisogna considerare i rischi: magazzino, spedizioni e tutta la gestione del cliente.

«Opportunità e guadagni rilevanti, ma anche tanto lavoro».

INFOPRODOTTI «Offrire informazione su prodotti, ovvero manuali e corsi (audio e video) su qualsiasi argomento. Essendo in formato digitale, sono scaricabili direttamente dai clienti su Internet e senza costi di produzione e spedizione. Negli Usa escono centinaia di infoprodotti ogni settimana. In Italia ce ne sarà qualche centinaia in totale (la stragrande maggioranza e-book (quindi più libri che infoprodotti). Il rovescio della medaglia è la poca propensione degli italiani ad acquistare per corrispondenza e ancora meno on line e a pagare con carta di credito.

Con un infoprodotto il range dei guadagni è vario: da qualche centinaia di euro al mese (mercati piccoli) a decine di migliaia al mese per i migliori business.